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Protettore di tensione Sovratensione/Sottotensione: Guida alle impostazioni | DAQUAN

Sep 13, 2026

D: Come imposto le soglie di sovratensione e sottotensione su un protezione tensione per guida DIN protettore di tensione per un’alimentazione monofase a 220 V?
A:
Un protezione tensione per guida DIN scollega il carico ogni volta che la tensione in ingresso esce da una fascia da voi programmata. Nei modelli regolabili, come le serie DAQUAN JGQ e JGKL, la vera domanda non è quale valore sembri standard, ma quale livello di tensione il carico può tollerare in sicurezza. Prima di premere qualsiasi tasto, prendete cinque decisioni: punto di intervento per sottotensione, punto di intervento per sovratensione, livello di ripristino, ritardo d’intervento e ritardo di richiusura. I valori indicati di seguito riflettono la prassi comune nei sistemi monofase a 220 V. Verificate ogni valore finale sulla targhetta identificativa, sul foglio dati tecnici e sul manuale d’istruzioni del modello specifico in uso.
1. Cosa fa il dispositivo prima di qualsiasi impostazione
•L’unità misura continuamente la tensione tra fase e neutro (L-N) e apre i propri contatti interni quando la tensione rimane al di sotto della soglia di sottotensione impostata, o al di sopra della soglia di sovratensione impostata, per un tempo superiore al ritardo d’intervento programmato.
•Le unità delle serie JGQ e JGKL visualizzano in tempo reale la tensione su uno schermo LED; confrontare quindi la lettura con un misuratore tarato prima di apportare modifiche.
•Entrambe le serie sono autorigeneranti: non appena l’alimentazione rientra nella fascia prevista per il ritardo di richiusura programmato, l’unità riattiva autonomamente il carico.
•Ogni valore inserito deve rientrare nella finestra regolabile indicata sulla targhetta. I valori esterni a tale finestra vengono respinti o ignorati.

Voltage Protector Over/Under Voltage: Setting Guide | DAQUAN

2. Impostare i punti di intervento per sottotensione e sovratensione in base al profilo di carico
•Sottotensione: in un sistema a 220 V, la prassi ingegneristica colloca solitamente il punto di intervento tra circa 170 V e 190 V. Per un carico generico e misto, iniziare da un valore prossimo a 180 V.
•Avvicinarsi invece a 185–190 V quando il carico è sensibile alle cadute di tensione (brownout), come azionamenti a frequenza variabile (VFD), alimentatori per PLC, controllori per refrigerazione o apparecchiature mediche e informatiche, che possono comportarsi in modo anomalo ancor prima dell’effettiva sottotensione critica.
•Passare a 170 V solo per carichi tolleranti, alimentatori lunghi o siti con cali di tensione profondi ma brevi che non possono essere eliminati. Mantenere il valore all'interno della finestra indicata sulla targhetta.
•Sovratensione: la prassi comune prevede circa 250-270 V, con inizio intorno a 255-260 V per carichi generici. La maggior parte delle apparecchiature da 230 V accetta circa 253 V in modo continuativo, quindi 250-255 V garantisce una protezione efficace con pochi interventi indesiderati su un’alimentazione regolata.
•Impostare 260-270 V soltanto quando il sito opera vicino al limite superiore della fascia di tolleranza e le apparecchiature collegate sono certificate per tale livello; per l’elettronica sensibile è giustificato optare per il valore inferiore della fascia.

3. Mantenere un intervallo di recupero per evitare oscillazioni continue
•La condizione di richiusura deve trovarsi al di sopra della soglia di intervento per sottotensione con un margine sufficiente; altrimenti, un’alimentazione che fluttua intorno alla soglia provoca cicli continui di inserimento e disinserimento del carico.
•In pratica, è necessario attendere il ritorno a un livello chiaramente stabile, tipicamente pari o superiore a 200 V in un sistema da 220 V, prima che inizi il ritardo di richiusura. Il valore esatto di recupero e l’isteresi regolabile dipendono dal modello specifico; consultare la targhetta e il datasheet.

4. Impostare i ritardi di intervento e di richiusura tenendo conto dei compressori
•Il ritardo di intervento filtra i transitori: un calo di durata pari a qualche centinaio di millisecondi è generalmente causato dall’avviamento di un motore, non da un guasto dell’alimentazione; un ritardo compreso approssimativamente tra 1 e 3 secondi consente di rilevare un abbassamento prolungato della tensione, ignorando invece tali cali brevi. I valori disponibili dipendono dal modello.
•Il ritardo di richiusura protegge i carichi meccanici. I compressori e le apparecchiature frigorifere non devono riavviarsi immediatamente dopo un intervento, poiché la pressione sul lato di mandata risulta elevata e il riavvio troppo frequente danneggia il compressore.
•Se il modello consente di impostare un ritardo di richiusura espresso in minuti, impostarlo almeno su 2–3 minuti per applicazioni con compressori e su valori superiori per gruppi frigoriferi di grandi dimensioni. Se il ritardo è fisso, verificare nel datasheet che sia compatibile con il comportamento desiderato al riavvio.
•Ventilatori, pompe e carichi resistivi tollerano ritardi più brevi; l’obiettivo è prevenire cicli rapidi di accensione-spegnimento.

5. Logica generale per l’impostazione dei parametri sulle unità JGQ e JGKL
•Il pannello operatore JGKL1-63 utilizza i tasti SET, UP e DOWN e un LED a tre colori che visualizza in sequenza i valori di tensione, corrente, frequenza ed energia. La serie JGQ segue la stessa logica di famiglia, ma le disposizioni variano tra i modelli.
•La sequenza generale è la seguente: premere SET per entrare nella modalità di impostazione, premere nuovamente SET per scorrere i parametri, utilizzare UP o DOWN per modificare il valore visualizzato e salvare confermando oppure lasciando uscire automaticamente l’unità dal menu.
•Impostare i parametri nell’ordine seguente: soglia di sottotensione, soglia di sovratensione, ritardo d’intervento e, se regolabile, ritardo di richiusura. Una pressione prolungata consente generalmente di entrare o uscire dal menu, mentre tenere premuti UP o DOWN accelera lo scorrimento; seguire il manuale fornito con l’unità.
•Dopo la programmazione, registrare ogni valore nella documentazione dell’armadio.

6. Adattare le impostazioni alla qualità della rete del sito
• Reti rurali deboli e linee di alimentazione lunghe presentano cali di tensione e variazioni lente: impostare la soglia di intervento per sottotensione verso l’estremità inferiore della fascia consentita e utilizzare un ritardo d’azione più lungo, in modo che i cali occasionali non disinseriscano il carico.
• Alimentazioni supportate da gruppi elettrogeni: i piccoli generatori regolano male la tensione in presenza di bruschi cambiamenti di carico. Verificare innanzitutto l’AVR del generatore; se l’uscita effettivamente fluttua, allargare la fascia di tolleranza e aumentare i ritardi.
• Parchi industriali e reti urbane sono stabili, quindi valgono i valori standard. Se un carico elevato di un vicino condividendo lo stesso trasformatore provoca un abbassamento di tensione in determinate fasce orarie, registrare prima l’andamento dell’alimentazione, quindi restringere gradualmente le soglie.
• Quando un impianto comprende sia elettronica sensibile sia motori, impostare la fascia di tolleranza in base all’apparecchiatura più sensibile e i ritardi in base al carico meccanico più pesante.

7. Verificare i dati riportati sulla targhetta prima di richiudere l’armadio
•Confronta i tuoi valori con la gamma regolabile riportata sulla targhetta e con la tabella dei valori predefiniti di fabbrica presente nel foglio dati. Se un valore appare errato sul display, torna indietro attraverso il menu e verifica quale parametro stai modificando.
•Osserva il display durante una normale giornata di funzionamento: l’unità deve rimanere chiusa durante brevi cali di tensione e deve intervenire soltanto quando l’alimentazione esce dalla fascia di tolleranza per un tempo superiore al ritardo impostato. In caso di dubbi, ripristina i valori predefiniti di fabbrica e reinserisci i parametri gradualmente.

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